GUIDA PRATICA ALLE INTOSSICAZIONI NEL CANE E NEL GATTO

A cura della Dott.ssa Susanna Marturano, DVM

INTOSSICAZIONI

Nonostante le mille attenzioni che dedichiamo ai nostri animali d’affezione, a volte può capitare che a causa della
loro curiosità, possano venire a contatto o assumere delle sostanze che sono tossiche.
Ecco che allora, a scopo preventivo, vi riportiamo le più comuni sostanze tossiche che si trovano nelle nostre
abitazioni con cui i nostri animali potrebbero venire a contatto e i sintomi che potrebbero manifestarsi.

INTOSSICAZIONI DA PESTICIDI

-Insetticidi a base di piretroidi: presenti molto spesso negli insetticidi contro mosche, zanzare a altri insetti. L’ingestione accidentale o il contatto cutaneo a concentrazioni elevate possono provocare tremori, convulsioni, ipersalivazione, difficoltà respiratoria. Il gatto è molto più a rischio del cane per una diversa capacità di metabolizzazione.
-Insetticidi a base di carbammati e organofosforici: sono contenuti spesso in insetticidi contro scarafaggi e formiche. Queste sostanze agiscono sul sistema nervoso (inibizione dell’acetilcolinesterasi) causando sia sintomi neurologici quali tremori e convulsioni, sia gastroenterici quali vomito e diarrea.
-Veleno per topi: i cosiddetti rodenticidi sono sostanze molto appetibili che come meccanismo d’azione inibiscono la coagulazione determinando emorragie sia interne che esterne. I sintomi si manifestano entro le 24-48 ore dall’ingestione. Qualsiasi tipi di sanguinamento ma anche tosse (per emorragia polmonare), zoppia (per emorragia intrarticolare) vi deve far sospettare di una possibile intossicazione, se il vostro cane è stato in luoghi dove è possibile la presenza di queste esche.
-Metaldeide: è una sostanza contenuta nei lumachicidi e sono usati sia nelle coltivazioni sia nei giardini. L’ingestione di questa sostanza determina tremori muscolari, crisi convulsive, ipersalivazione, agitazione, difficoltà respiratoria, tachicardia.
-Stricnina: anche se non più in commercio, a volta capita di trovarla in bocconi avvelenati. Determina l’inibizione della glicina, importante nella trasmissione nervosa, in pochi minuti dall’ingestione. I sintomi sono crisi convulsive, contrattura dei muscoli respiratori, arresto respiratorio, morte.

INTOSSICAZIONI DA PRODOTTI DOMESTICI

DETERGENTI: sono i comuni detersici che si trovano in casa come il sapone per i patti, per la lavatrice, bagnoschiuma, shampoo ecc…Il contatto cutaneo causa irritazione delle mucose, mentre l’ingestione determina vomito e diarrea.
CAUSTICI: Sono molto più pericolosi e tra questi ritroviamo tutti quei prodotti che hanno un’azione sgrassante e igienizzante come i detersivi per il bagno, pavimenti o per la lavastoviglie. Queste sostanze causano gravi ustioni delle mucose con cui vengono a contatto provocando quindi gravi gastroenteriti in caso di ingestione e gravi ustioni della mucosa orale.
GLICOLE ETILENICO: è una sostanza che si trova nelle soluzioni antigelo. È una sostanza che ha un sapore dolce e quindi è facile che sia il cane che il gatto possano ingerirlo. È un a sostanza molto pericolosa e molto spesso letale, in quanto causa insufficienza renale acuta e sintomatologia neurologica. Se vi siete accorti che il vostro cane o gatto ha ingerito questa sostanza è indispensabile che corriate subito dal veterinario. In caso di ingestione di pochi minuti, la somministrazione per bocca di alcool etilico (vodka) può ridurne gli effetti.
TABACCO: anche il tabacco può essere tossico se ingerito. Infatti l’assunzione di nicotina determina vomito, agitazione, tachicardia, tremori, difficoltà respiratoria e in casi gravi arresto cardiaco.

INTOSSICAZIONI DA FARMACI

PARACETAMOLO: contenuto nella tachipirina e altri farmaci. Causa danni al fegato e emolisi, in quanto sia il cane che il gatto non riescono a metabolizzarlo come noi esseri umani. In particolare il gatto è più a rischio, in quanto non ha la via di metabolizzazione di questa sostanza. È sempre sconsigliato somministrare questo farmaco ai nostri animali!!!

FARMACI ANTINFIAMAMTORI NON STEROIDEI (FANS): tutti i nostri più comuni antinfiammatori quali ibuprofene, contenuto nell’Oki o nel moment o l’acido acetilsalicilico contenuto nell’aspirina, sono tossici per i nostri animali!!!
I sintomi compaiono dopo 4-6 ore dall’ingestione quali vomito e diarrea. Possono causare gravi gastriti, coagulopatie e insufficienza renale.

ANTIDEPRESSIVI: fanno parte di questa categoria gli antidepressivi triciclici, serotoninergici, fenotiazine, antiepilettici, ansiolitici e sedativi quali le benzodiazepine.
Alcuni di questi farmaci sono somministrati dal veterinario in circostanze necessarie, ma se ingeriti a dosi eccessive, determinano alterazione del sistema nervoso con sintomatologie varie, che possono andare dalla depressione e
sonnolenza all’agitazione e convulsioni. Oltre a questo possono determinare:
-Sindrome anticolinergica centrale: dilatazione delle pupille (midriasi);
-Sindrome anticolinergica periferica: riduzione della motilità gastrointestinale,
mancata salivazione, ipertermia e ritenzione urinaria;
– Sindrome serotoninergica: causata dall’ingestione di antidepressivi serotoninergici, determinano vomito, diarrea , agitazione, convulsioni, depressione.
Alcuni antidepressivi, inoltre, possono causare aritmie cardiache con conseguente morte.

ANTIPERTENSIVI: tra questi farmaci troviamo i calcio-antagonisti (Diltiazem, amlodipina, nifedipina), beta-bloccanti, (Atenololo, Propanololo), Ace inibitori (Benazepril, enalapril, Lisinopril) e i diuretici (Furosemide, Clorotiazide, Idroclorotiaszide). La maggior parte di questi farmaci vengono somministrati ai nostri animali se sono necessarie come terapia. Tuttavia se somministrati a dosi eccessive possono essere tossici determinando grave ipotensione, con animale che barcolla e non riesce a stare in piedi, riduzione della frequenza cardiaca (bradicardia) e morte.

INTOSSICAZIONI DA PIANTE

Ci sono tantissime piante che possono essere velenose e che contengono tossine che possono causare sintomi gastroenterici, neurologici, danni renali, cardiaci ed anche la morte. Qui di seguito vi riportiamo le più comuni piante che possono trovarsi nelle nostre abitazioni.

STELLA DI NATALE: Euphorbia pulcherima. Contiene una sostanza lattacea costituita da triterpene e ossalati di calcio, sia nelle foglie che nel fusto. Di conseguenza tutte le parti della pianta sono tossiche determinando vomito e diarrea in seguito all’ingestione, irritazione del cavo orale , edema laringeo e dermatiti se a contatto con la mucosa orale e cutaneo.

VISCHIO: Viscum album, contiene viscotossine. L’ingestione delle bacche determina vomito e diarrea. In caso di ingestioni di quantità eccessive può determinare anche sintomi neurologici e ipotensione.

OLEANDRO (Nerium Oleander), MUGHETTO (Convallaria majalis), DIGITALE
(Digitalis): contengono delle sostanze chiamate glicosidi cardioattivi che determinano una riduzione della frequenza cardiaca fino all’arresto cardiaco. Se ingerite possono causare bradiaritmie ma anche sintomi gastroenterici.

AGRIFOGLIO: la parte tossica sono le bacche e le foglie che contengono due tossine chiamate ilicina e ilexantina. Queste sostanze causano irritazione della mucosa orale e gastroenterica a cui consegue ipersalivazione, nausea, vomito e diarrea.

AMARYLLIS E NARCISO: le parti tossiche sono il fiore e il bulbo che contengono sostanze tossiche quali la narcisina, la lichorina e la scillitoxina. Possono causare sintomi gastroenterici se ingeriti o eritema e prurito in caso di contatto cutaneo. In seguito a ingestioni di notevole quantità possono causare anche crisi convulsive e danno al fegato e al cuore.

ANTHURIUM: contengono ossalati di calcio insolubili. L’ingestione può causare irritazione e edema della mucosa orale e anche sintomi gastroenterici.

AZALEA O RHODODENDRON: le parti tossiche sono i fiori, le foglie e gli steli che contengono la grayanotossina e diterpeni. Queste sostanze sono molto irritanti e possono causare irritazione del cavo orale, ipersalivazione, nausea, vomito e diarrea. Inoltre, nei casi più gravi possono comparire crisi convulsive e aritmie cardiache.

CICLAMINO: tutta la pianta è tossica. Contiene saponine che se ingerite possono causare vomito e diarrea.

CYCAS: tutta la pianta è tossica. La sostanza tossica è la cicasina che è contenuta in maggior quantità nei semi. L’ingestione determina sintomi gastroenterici e nel giro di qualche ora danni gravi al fegato e al rene. L’ingestione di questa pianta è potenzialmente mortale e l’incidenza di decesso è molto elevata.

DIEFFENBACHIA: tutta la pianta è velenosa. Contiene una sostanza molto irritante, soprattutto per i gatti. L’ingestione provoca irritazione del cavo orale, sintomi gastroenterici e anafilassi.

LANTANA: contiene sostanze tossiche quali flavonoidi, monterpeni e sesquiterpeni. L’ingestione causa sintomi gastroenterici.

ORTENSIA, LAUROCERASO, NANDINA DOMESTICA: contengono delle sostanze irritanti che se ingerite determinano irritazione della mucosa gastrointestinale con conseguente vomito e diarrea.
GIGLIO: tutte le parti di questa pianta contengono delle sostanze tossiche che inizialmente causano vomito e diarrea e, a distanza di qualche ora, insufficienza renale.

RICINO: contiene delle fitotossine tra cui l’acido ricinoleico, la ricinina e la ricina. L’ingestione provoca gastroenteriti emorragiche ed in casi gravi anche insufficienza epatica e renale.

SOLANUM: contiene delle sostanze alcaloidi tossiche che se ingerite provocano sintomi gastroenterici. Inoltre possono comparire dilatazione delle pupille (midriasi), allucinazioni e tachicardia.

ZAFFERANO FALSO: tutta la pianta è tossica. Contiene una sostanza tossica, la colchicina che se ingerita provoca vomito e diarrea ma ha anche un’azione inibitoria sul midollo osseo. Ciò comporta anemia, riduzione dei globuli bianchi e alterazioni della coagulazione. Nei casi più gravi si associano anche alterazioni a carico di fegato, rene e cuore.

MARIJUANA: tutta la pianta è tossica. Le tossine ingerite determinano sintomi neurologici come incoordinazione, agitazione, depressione, incontinenza urinaria, tremori.

COSA FARE?
In caso di contatto oculare: è necessario effettuare abbondanti lavaggi con acqua corrente o preferenzialmente con soluzione fisiologica. Se necessario contattare immediatamente il medico veterinario.
In caso di contatto cutaneo: è necessario decontaminare la regione interessata con dei lavaggi a base di acqua e sapone neutro (preferenzialmente lozioni per cani e gatti). Attenzione ad evitare che il cane o il gatto possano leccarsi l’area cutanea interessata!!!
In caso di ingestione: è necessario eseguire lo svuotamento gastrico. Tale procedura deve essere eseguita da un medico veterinario che deciderà, in base alle condizioni del paziente e in base al tipo di tossico se sarà necessario l’induzione dell’emesi oppure la lavanda gastrica.
In tutti i casi è preferibile chiamare il medico veterinario che vi darà aiuto nella soluzione più appropriata da prendere. Ricordate di dire il tossico con cui il vostro animale è venuto a contatto, da quanto tempo, dove e che sintomi presenta.

L’Anestesia Loco Regionale

L’Anestesia Loco Regionale rappresenta oggi una realtà anche in Medicina Veterinaria, costituendo uno strumento insostituibile per la gestione del dolore perioperatorio, grazie agli innegabili vantaggi che essa è in grado di apportare nell’ ambito del protocollo anestesiologico.
Queste tecniche infatti permettono di mantenere un piano anestesiologico molto leggero, riducendo cosi’ gli effetti collaterali dell’Anestesia generale e permettendo di sottoporre ad Anestesia anche pazienti gravemente compromessi o con gravi patologie sistemiche ; soggetti in cui l’ analgesia per via sistemica rappresenterebbe un grave rischio.
Le tecniche di Anestesia Loco Regionale si dividono in tecniche Regionali Centrali e Periferiche in base alla localizzazione in cui viene iniettato l’anestetico locale.
L’Anestesista in base al tipo e alla localizzazione della sede chirurgica sceglie il tipo di tecnica più adatta a cui sottoporre il paziente.

Tecniche Loco Regionali periferiche

Questo tipo di tecniche si caratterizzano per l’ azione dell’ anestetico locale direttamente a livello del nervo, andando così a garantire l’insensibilità di una determinata regione del corpo, come ad esempio un arto o parti di esso.
Nello specifico l’ Anestesista, attraverso l’ ausilio di strumentazioni quali neurostimolatore ed ecografo, ricerca il nervo nella regione anatomica di pertinenza e va ad iniettare l’ anestetico locale a contatto con il nervo determinando l’ insensibilità.

 

Tecniche Loco Regionali Centrali

Le tecniche di Anestesia Epidurale e Spinale sono in grado di determinare l’ insensibilità di una regione dell’ organismo , mediante l’azione di farmaci che agiscono a livello del midollo spinale e dei nervi spinali, senza influenzare direttamente lo stato di coscienza del paziente.
È possibile inoltre , mediante questa tecnica, somministrare con l ‘ ausilio di un catetere il farmaco con ripetute somministrazioni o mediante infusione continua; per garantire un’ analgesia post operatoria continuata in determinate classi di pazienti o con patologie particolarmente dolorose.
Infine possiamo dire che l’ Anestesia Loco Regionale oggi rappresenta in Medicina Veterinaria uno strumento insostituibile per garantire al paziente un rapido recupero post operatorio , in grado di prevenire la sensibilizzazione delle vie nervose afferenti centrali e l’ insorgere del dolore patologico e infine ci permette di ridurre o eliminare l’ utilizzo di farmaci analgesici per via sistemica , rappresenta quindi un’ importante parte del protocollo anestesiologico.