Chirurgia Laparoscopica

Chirurgia laparoscopica (miniinvasiva):

 

La chirurgia laparoscopica è una tecnica chirurgica mininvasiva che viene impiegata sia in fase di diagnosi sia di trattamento di alcune patologie. A seconda della finalità e dell’intervento possono variare il numero delle piccole incisioni in funzione del numero di strumenti che devono essere inseriti. Il nome deriva dallo strumento, laparoscopio, che viene introdotto durante la procedura chirurgica nell’area di intervento.
Il laparoscopio è un tubo sottile dotato di un sistema di illuminazione e di una telecamera a fibre ottiche che trasmette le immagini a un monitor. In questo modo il chirurgo può orientarsi all’interno delle cavità ed eseguire correttamente l’intervento. I vantaggi della chirurgia laparoscopica sono numerosi, tra cui la dimensione minima delle incisioni (1/2 cm), il recupero postoperatorio molto più rapido, un rischio di complicazioni ridotto, un minor sanguinamento intraoperatorio e un minor impatto estetico.

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Questa tecnica può essere utilizzata in oncologia per la stadiazione delle neoplasie e per le biopsie di tutti gli organi, così come per eseguire gli interventi sia in torace che in addome che vengono eseguiti con la tecnica “open”.

Gli interventi più frequenti sono le sterilizzazioni (ovariectomia, ovarioisterectomia), l’asportazione dei testicoli nei soggetti criptorchidi, la colecistectomia, la gastropessi preventiva, l’asportazione di calcoli vescicali, la pericardiectomia, il trattamento di cisti/ascessi prostatici.

SINDROME BRACHIOCEFALICA

La Sindrome brachicefalica o BAOS (Sindrome ostruttiva delle vie aeree superiori) è una condizione patologica che interessa prevalentemente i cani brachicefali e i gatti a muso corto.
Le razze colpite sono state selezionate nel tempo concentrandosi sul lato estetico e tralasciando quello funzionale.
Da un punto di vista medico i cani appartenenti alle razze colpite (Bull dog Inglese, Bull dog Francese, Carlino, Boston Terrier, Pechinese, Shar Pei, Cavalier King Charles e Shih-Tzu) devono essere considerati “presumibilmente malati”. Con le conoscenze di oggi può considerarsi pericoloso se non addirittura errato considerare normale il respiro rumoroso (russare), la facile affaticabilità, le apnee notturne e la stanchezza di questa tipologia di cane.
Questa sindrome si sviluppa a seguito di un accrescimento osseo della testa solo in larghezza non proporzionato alla quantità di tessuti molli contenuti al suo interno. Questa condizione porta ad una serie di anomalie che ostacolano il passaggio dell’aria e conseguenti segni clinici.
Le anomalie anatomiche congenite comprendono: la stenosi delle narici (narici ristrette di vario grado), palato molle allungato e ispessito, macroglossia, trachea ipoplasica, turbinati nasali aberranti. Le anomalie acquisite che cioè dipendono direttamente dalle congenite comprendono: il collasso laringeo, l’eversione dei sacculi laringei.
I segni clinici prevalenti sono pertanto respiratori: respiro rumoroso e stertoroso, russamento grave, tosse, soffocamento, respirazione frequente ed a bocca aperta, sincope, colpi di calore, episodi di collasso e difficoltà ad alimentarsi. Infine in questi soggetti sono presenti anche segni gastroenterici (disfagia, vomito, diarrea, rigurgito) influenzati dai segni respiratori.
La terapia della sindrome brachicefalica è essenzialmente chirurgica per la parte respiratoria e medica per la parte gastroenterica. La prognosi di questi soggetti è legata a molteplici fattori (età, razza, sesso, età, obesità, presenza di collasso laringeo di grado severo).
Nella nostra pratica clinica eseguiamo la valutazione in questi soggetti (stadiazione della sindrome) in età precoce (3/4 mesi di età) così da poter correggere le alterazioni congenite precocemente ed evitare che insorgano le alterazioni acquisite. Combiniamo la valutazione endoscopica dell’apparato respiratorio a quella dell’apparato digerente.